Mattone di Marca
Si siede nella sua Bimba; sedili nuovi, tappetini nuovi , cuscotto lucidato : il solito vecchio catorcio.
Fa scivolare la sua mano tra la fessure dei due sedili con una sensualità che nemmeno per la donna amata ( per quanto un uomo del genere possa amare) avrebbe sprecato: a lei avrebbe affidato la sua torre gemella.
Afferra qualcosa; un pachetto di Lucky Strike morbido, lo strige a se come una bibbia per un credente , come la bibbia che tiene tra le mani quando va a predicare dai buoni eretici.
Tamburellando con due dita ne fa suscire una ; una sigaretta che afferra direttamente tra le ignare labbra.
Nel frattempo adagia nel suo viso il suo paio di Rayban Mascherina che li ricoprono il volto cancellandone i difetti.
Infine accende quella maledetta, agognata sigaretta.
Sfiotta anelli di fumo, come , seduto nella sedia di quel bar, vomita perle di saggezza, lui che ha capito come gira il mondo leggendo Conan Doyle.
Ma alla fine la sua non era cattiveria: era solo una dimenticanza.
Sono io che avrei dovuto capirlo. Oltretutto.
Perchè i mattoni migliori sono quelli di marca.
Rikku 6:28 pm on Maggio 10, 2007 Permalink |
Si vede quanto il dolore non si è assopito
Si è solo nascosto nelle pieghe di qualche tuo organo vitale (il fegato? Lo stomaco?), facendosi ancora sentire, ogni tanto.
Come i peperoni mangiati a Pasqua.
Si capisce quanto tieni quelle sensazioni a macerare, nel buio di una cantina dentro di te, dal modo cinico, triste, quasi derisorio ma comunque nostalgico con cui scrivi.
Lui può amare. Ed a modo suo ti ha amato.
Ma ci sono vari modi di amare quante sono le persone.
Il suo modo di amare non era compatibile con il tuo.
Che l’hai amato tanto, in cui hai cercato appoggio, un fratello, un cugino, un padre, un amico, un anima affine magari non solo per il sangue comune.
I Rayban vanno di moda, nascondono i difetti e nascondono la persona. Nascondono gli occhi (specchio dell’anima).
Non si può capire la vita leggendo Conan Doyle…La vita va vissuta, la vita va affrontata.
E lui non ha saputo farlo…Almeno non con te.
Lo sappiamo tutti che non è cattiveria, ma fa male lo stesso.
Tu hai provato a capirlo, ma lui non si è fatto capire.
Ed alla fine, te la sei presa nel culo.
E la gente alla fine ti uccide…
Perchè i mattoni migliori sono quelli di marca
Ma io voglio un buon legno per costruirmi una bara…Possibilmente doppia.
Almeno la Dama, che giace nella bara aspettando la morte, potrà stringere a se dita calde del suo amante, che ha subito la sua stessa sorte
E per il quale verserà le sue ultime lacrime
Marge 10:51 pm on Maggio 10, 2007 Permalink |
Ciao. Ho letto alcune tue poesie su EFP, poi ho seguito i link fin qui. Volevo farti i complimenti per l’immediato impatto che hanno i tuoi scritti, per le visioni precise che sai creare. A presto, spero